Pennabilli

Veduta panoramica di Pennabilli Veduta panoramica di Pennabilli
La città vescovile di Pennabilli, capitale religiosa del Montefeltro e sede del Vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro, è posta sulle pendici occidentali del Monte Carpegna degradanti verso il fiume Marecchia, a mt 629 s.l.m.

Edificata sulle emergenze rocciose della Rupe e del Roccione è una caratteristica cittadina dall'impianto medioevale. Deve il suo assetto urbano all'unione di due antichi castelli, quello dei Billi sopra la Rupe e quello di Penna sopra il Roccione.

Il territorio circonvicino è stato abitato sin dall'antichità, vedendo succedersi gli Umbri, gli Etruschi e i Romani, i quali incrementarono l'antico asse viario di fondovalle ed il Vico Messa. Ma è con il fenomeno dell'incastellamento, intorno al Mille, che l'abitato si sviluppa. Diviene feudo dei Carpegna, poi dei Malatesta dei quali è probabilmente la "culla", prima che questa famiglia scendesse a Verucchio e Rimini.

Nel corso del 1300 i due comuni autonomi di Penna e Billi si uniscono, dando luogo ad una sola entità comunale, come raffigurato nello stemma civico ove si vedono due torri sormontate dall'aquila feltresca. In quel periodo inizia altresì la realizzazione delle mura e delle porte cittadine che segnano ancor oggi i contorni dell'abitato. Nello stesso secolo la comunità di Maciano si aggrega a quella di Pennabilli, mentre Soanne passa a far parte del comune di Pennabilli nel corso del XV secolo, formando il nucleo dell'attuale comune.

L'appartenenza al Ducato d'Urbino segna il destino marchigiano del centro, realizzando quel legame costante della comunità pennese con la famiglia dei Montefeltro prima e dei Della Rovere poi. Nel 1572 Gregorio XIII trasferisce da San Leo la sede della Diocesi del Montefeltro, oggi denominata S. Marino Montefeltro. La presenza della diocesi caratterizza fortemente la cittadina dal punto di vista urbano: la Cattedrale, il Santuario di Sant'Agostino con il monumento della Madonna delle Grazie, il Convento delle Agostiniane, la Chiesa e l'Ospedale della Misericordia, sono beni culturali che ancor oggi possiamo ammirare.

Dal punto di vista sociale la costante presenza di un folto clero, del vescovado, del seminario feretrano, di numerose confraternite, rendono il carattere cittadino particolarmente legato alla religiosità, tratto che si esprime anche nelle sacre rappresentazioni di carattere popolare.

Con lo Stato nazionale Pennabilli è centro amministrativo ed economico di notevole importanza. La presenza della Pretura e della Tenenza dei Carabineri marcano quel rapporto di dipendenza reciproca fra città e campagna che si esplica nelle importanti fiere e nella presenza di una forte tradizione artigiana del centro urbano. Nel 1928 la soppressione del comune di Scavolino aggrega a Pennabilli quella comunità con i borghi di Bascio, Molino di Bascio, Ca romano e Miratoio.

La forte emigrazione degli anni Cinquanta e Sessanta spopola le campagne e riduce la presenza dei residenti, delineando cosi l'attuale consistenza del Comune che vede in una superficie di 69,66 km quadrati con circa 3200 abitanti residenti nel capoluogo, Ponte messa e nelle sei frazioni.

Pennabilli è oggi una tranquilla cittadina che vive di piccola industria, d'artigianato, di servizi; ma soprattutto vuole imporsi quale centro per un turismo ambientale e culturale.
L'ambiente naturale, infatti, offre un contesto ideale per un soggiorno in cui vivere la natura. Il parco del Sasso Simone e Simoncello, costituito per il 50% dal territorio comunale di Pennabilli, vuole essere un centro di soggiorno naturalistico di prima importanza nel centro Italia.

Le numerose testimonianze del passato, il patrimonio monumentale e artistico presenti nel paese e nelle frazioni, creano un percorso culturale di prestigio avvalorato da numerosi eventi culturali e spettacolari nel corso dell'anno quali la Mostra Mercato Nazionale dell'antiquariato, Artisti in piazza, le stagioni del Teatro Vittoria restaurato nel 2000, le feste paesane legate ai prodotti tipici.

Importanti e diversi i musei nel comune: dal Museo diocesano con la raccolta d'opera d'arte religiosa al Museo dell'informatica e del calcolo, dal Museo del Parco naturale al Museo diffuso dell'anima di Tonino Guerra le cui singolari realizzazioni in Pennabilli e nella valle riscuotono particolare attenzione ed ampi consensi.

All'affacciarsi di un nuovo millennio il Comune di Pennabilli si propone secondo le moderne dinamiche della vita e dei rapporti sociali ed economici. Ma troverà sempre ragioni e presupposti di una civile e proficua convivenza nella gentilezza, nell'ospitalità e nella tolleranza dei suoi abitanti. bibliografia:
Club alpino italiano, sezione di Rimini, Alta Valmarecchia, carta turistica, Istituto Geografico Adriatico, pp. 149-183

Rita Giannini e Tonino Mosconi, I sentieri Magici della Valmarecchia, Touring Club Italiano, Comunità montana Alta Valmarecchia/Zona A, 1995



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links:

www.comune.pennabilli.pu.it
Comune di Pennabilli









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