Sant'Agata Feltria
Padre Agostino da Montefeltro
personaggi

Nato a Sant'Agata il 1° marzo 1839, padre Agostino da Montefeltro, al secolo Luigi Vicini, fu un predicatore e benefattore del Risorgimento, divenuto molto celebre per i suoi sermoni. Dotato di grande eloquenza, suscitò ammirazione perfino in Giosuè Carducci, che, dopo averlo ascoltato, disse: «Cicerone afferma che non si dà il perfetto oratore; ma per Padre Agostino io farei una eccezione».

La sua predicazione toccava argomenti molto delicati riguardanti la patria e la politica, che gli attirarono critiche e accuse ingiuste. Circolava la voce, ad esempio, che avesse preso parte all'epopea garibaldina, combattendo alla battaglia di Mentana nel 1867, alla battaglia del Volturno a fianco di Nino Bixio e a molte altre. Dicerie che furono in parte alimentate dalla crisi morale e religiosa che colpì il giovane sacerdote nel 1867.

Approfittò infatti di una chiamata alle armi per fuggire con una giovane del paese a Firenze e poi a Milano; ma poco dopo lei ritornò a Sant'Agata mentre Luigi partì alla volta della Svizzera. Qui, colto da un senso di stanchezza e di nausea della vita, tentò il suicidio, ma invano.

Nel 1870 tornò in lui la vocazione ed entrò nell'Ordine dei Minori, prendendo il nome di Padre Agostino da Montefeltro. Fu allora che si diffuse la fama della sua grande abilità oratoria. Alle sue prediche accorreva sia gente del popolo che intellettuali, credenti, atei, avversari e perfino nobili, come la regina Margherita.

I sermoni più noti sono quelli pronunciati per la quaresima del 1889 a Roma, nella Chiesa di San Carlo, che suscitarono un così grande scalpore ed entusiasmo da attirare folle sempre più numerose. Si ricordano in particolare le prediche sulla patria e sulla benedizione, che vennero in parte fraintese nel loro esatto significato e interpretate come un tentativo di dialogo tra la Chiesa e lo Stato italiano, interrotto dall'occupazione di Roma del 1870. Era stato lo stesso papa Leone XIII a sollecitare padre Agostino affinché toccasse quel tasto così delicato.

La sua opera religiosa incluse la fondazione di un ordine di suore, le «Figlie di Nazaret», consacrate all'esercizio della carità nell'istruzione cristiana delle orfanelle. In campo sociale, contribuì efficacemente a preparare il terreno della Rerum Novarum e si fece promotore di diverse iniziative a Pisa e provincia, dove fondò una Scuola Popolare, varie Scuole normali e l'Istituto di Marina di Pisa per le Orfanelle.



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